Sisifo Felice 

by SOGNATI

A preta ch' cammina

Community Project

Napoli

in collaboration with

Maestri di Strada Onlus. Trerrotre Teatro

photos by Ozge Sahin

Natalia Agati, Lorenzo Bottiglieri,  Emanuele Caporrella,Elfo, Matteo Locci, Serena Olcuire, Enrico Perini, Ozge Sahin

SOGNÀTI SOGNATI

Napoli’s Eastern neighborhoods ( Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio ) are among the first victims of Camorra’s predatory violence, where poverty is far more than lack of material support, but rather pauperized social relationship in a perished  and corrupted territory. In such an environment younger generations, lack of self-esteem due to the conscious impossibility to transform their conditions and thus embracing a passive civic condition.
Maestri di Strada ( Street Teachers )is an association of popular pedagogues, that stresses and questions the role of education in such environments asking what kind of reliance do schools have within the evident ineffectiveness of meritocracy and social climbing’s rhetoric.
The collaboration with Maestri di Strada starts acknowledging traditional schools' crisis to investigate the power of metaphors in the community's maieutic. An education';s foundation myth for the school of tomorrow is this conceived, where the realistic mythology of those suffering a chronicle crisis, with no heroic nor individual aspiration, is represented. Students and community members are involved in the co-creation of the act, where for once the disruption is acknowledge while burdens and fatigue are no longer removed.

Con i Maestri di Strada proponiamo l’apertura di un cantiere comune finalizzato alla rappresentazione metaforica delle complesse dinamiche dei territori fisici e psichici, per sognare un futuro per sé pensando anche al quartiere in cui si vive.

Per esplorare e condividere i fondamenti educativi immaginando il futuro, e’ stato scelto il mito di Sisifo. Basandoci sulla reinterpretazione di Camus ci domandiamo come si possa immaginare Sisifo, l’uomo che si prese gioco degli dei, felice mentre trasporta per l’eternità il suo assurdo masso.
L’idea è di costruire questa grande pietra evocando i fardelli personali e collettivi che ognuno porta con sè su e giù per la montagna, ricominciando ogni volta daccapo.. Contemporaneamente, per emanciparsi dall'esistenzialismo esasperato della metafora, i ragazzi si confrontano sulla componente salvifica dell’assurdo di Sisifo, così facendo essi sono poi spinti a sognarsi come oggi non sono, passando quindi dal fardello al sogno.

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