Salviati University

workshop

Comparative History of Ideas Program University of Washington

Roma camp Salviati, Rome

 2015

in collaboration with

Sejdovic family

Sarsan project

Natalia Agati, Emanuele Caporrella Adriana Goni Mazzitelli, Matteo Locci, Alejandra Coste Montenegro, Serena Olcuire, Maria Rocco, Panagiotis Samsarelos

In a shameless country proud of its own racism, marginalized communities are in a constant struggle to overcome stigmas. Reality is socially manipulated according to the needs of those who control the symbolical power.

Political revolutions imply a radical cognitive subversion towards a new order.   Roma self-representation should no longer be confined to what marginal communities  are assumed or allowed to be represented  by.

Education comes first .  It’s time for those in charge of symbolical power to go back to school. State apparatus, newspapers, academics, intellectuals, tourist and general citizenship

Salviati University. A new school indeed.  How should it be?

Certainly popular and relational. Probably biased. hopefully not revengeful, nevertheless hard headed.

No more time to stereotypical self-representation of marginalization. Otherness becomes dangerous for the status quo when capable of creatively represent its own struggles. The future of Roma’s counter integration process grounds on the community’s capacity to express its own vitality and cultural dynamism within the restriction of today’s marginalization. 

Salviati University is open to every national and international group willing to initiate a conscious path towards a closer one to one understanding of Roma communities under the lead of its professors specialized in daily struggles.

Il campo di Salviati è un esempio della mala gestione operata negli anni da parte del Campidoglio. Nato come campo autorizzato all’interno del territorio del quartiere di Tor Sapienza, nell’agglomerato di container di via Salviati in un susseguirsi di sgomberi e prevaricazioni dell’amministrazione, regna costante l’emergenza. Entrare nel civico n. 72 non è un’impresa, ma gli abitanti del campo non sono avvezzi a nuovi visitatori e la rabbia e l’indignazione per la loro condizione di disagio è palpabile.

Su quali basi stabilire la relazione tra i visitatori/studenti americani e i residenti? Attraverso un dialogo aperto con gli abitanti del campo si decide, per uscire dalla dinamica osservatore/osservato, che la cosa migliore sia legittimare le competenze della comunità rom, fuori da ogni immaginario stereotipato: la gestione dei rifiuti. Attraverso quest’espediente, si può ottenere un’inversione di ruoli: l’osservato diventa insegnante, l’osservatore studente.
I professori devono essere pagati per le competenze che offrono, e questo permette di trasformare il rischio di un safari in ritorno economico per il campo. Allo stesso tempo, quella che viene considerata una pratica di accattonaggio sgradita e illegale può essere elevata a oggetto degno di studio e diffusione. La così concepita Salviati University offre pertanto corsi di rovistaggio, smontaggio, selezione e riuso, nonché di formazione teorica con elementi di marketing e finanza di strada.

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