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SOFFIATE MUSEALI

in OTHER SPACES

 

Centro Pecci, Prato 2022

Curated by  Red Shoes

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Natalia  Agati,  Matteo LoccI

Ipotizziamo 4 scenari di Delazione e Partecipazione:

1- l'esperimento non avrà alcun risultato.

2- il pubblico troverà sgradevole e fuori luogo il laboratorio di partecipazione.

3- il pubblico apprezzerà l'invito partecipativo e taggherà i social del pecci senza critiche.

4- l'esperimento sarà evidente e le persone giocheranno consapevolmente e criticamente al gioco della delazione.

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Inclusività. Autogestione. Delazione. Condivisione.  

Museum, temple or forum? Già dagli anni 70 Duncan Cameron sintetizzava le due strade percorribili dal museo contemporaneo con questa domanda tanto semplice quanto efficace. In quella frase è riassunto il momento in cui il museo del XX secolo viene eletto a simbolo della riconfigurazione del rapporto tra società e cultura.
In un mondo digitale che decentra i luoghi della condivisione, dobbiamo pensare ad uno spazio
museale che possa rappresentare un centro reale per la cittadinanza. Uno spazio pubblico più vivo di quello che attraversiamo oggi nelle nostre città. 
É necessario che i musei inizino ad agire responsabilmente nei confronti della società attraverso l’uso di pratiche inclusive che vedano la partecipazione diretta e profonda delle persone. I musei devono avere un valore sentimentale per la cittadinanza, proponendo progetti inclusivi.

Per questo abbiamo bisogno della vostra preziosa collaborazione: per capire il senso profondo di un miglioramento, per evitare una definizione a priori con categorie imposte dall’alto, per creare un sistema di valori condiviso. Perché crediamo che il ruolo dei nostri musei debba essere quello di farsi spazio pubblico a partire dalla partecipazione democratica di tutte e tutti, fin dalla sua gestione.  Per farlo bisogna saper guardare lontano e vicino, conoscere la storia delle esperienze più radicali, ma anche la condivisione delle conoscenze comuni. Come da tradizione del Centro Pecci è importante mantenere uno slancio propositivo verso l'ignoto e definire un minimo comune denominatore di inclusività e accettabilità radicato nell'esperienza quotidiana, perché i futuri  utopici hanno sempre bisogno di confrontarsi con sguardi distopicamente reali. Come migliorare e migliorarsi? 
In linea con le sue politiche inclusive il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci propone ai visitatori e alle visitatrici di partire  da una raccolta di critiche, malfunzionamenti e, soprattutto,
segnalazioni di comportamenti scorretti che inficiano l'inclusività dello spazio pubblico museale.
Durante l'arco della giornata raccoglieremo le vostre segnalazioni anonime con tutti i comportamenti stridenti con la vostra idea di museo. 
Non a caso Luther King sosteneva che libertà individuale finisse quando cominciava quella degli altri.
Oggi Iniziamo dalla vostra. Condividete con uno scatto, una registrazione audio o un video,  quello che nel vostro museo dei sogni preferireste non accadesse. 
Guardati intorno, cosa vedi che infastidisce  la tua sensibilità?
C’è qualcosa che non rispetta l’uso comune dello spazio? Cosa trasgredisce il buon senso della collettività trasformando lo spazio in esclusivo ed escludente? 
Quando da pubblici, gli ambiti museali passano ad essere urbani, collettivi, partecipati, quotidiani, condivisi. 
Il futuro comune passa anche dalla tua segnalazione. 

 

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