delitto e decoro

by SOGLIATI

Public Space Interventions

Roma, 2014 on

SOGLIÀTI SÒGLIATI!

In Threshold lies the uncanny. Thus in threshold we shall trust.
It’s as simple as that. The marginal, the exceptional and any expression of

non-integration can occur as long as thresholds are kept.  Dumpsters, Urinals, traffic lights, phone cabins they all share the nightmare of being removed from the urban scene.
Why are they? Is it because of their obsolescence? Is It because of their cost? Is efficiency the key factor? The answers lies in our minds…
As Freud considered indeed, our psyche protects itself from the uncanny by removing any elements perturbing of state of normality.
Very similar to that, the Italian collective psychosis of “decoro urbano”  is generated by nothing more than the fear of the uncanny as it points at removing any object capable of opening a problematic threshold.
Beyond the evident loss of supposedly obsolete infrastructures, the removal characterize any form of urban cleansing  aiming at removing the very few places of interactions left with city outcasts.
Delitto e Decoro stands against any form of urban removal disguised by urban removal. The war just started. Any threshold is a trench.

 

The project is part of an ongoing research that explores the political removal of those social thresholds that allow for interclasses encounters.  The marginal, the exceptional and any expression of non-integration can occur as long as those thresholds are kept. As in psychology the removal characterizes any form of urban cleansing aiming at eliminating the very few places of interactions left with city outcasts. Dumpsters, urinals, traffic lights, phone cabins and alike share the nightmare of being removed from the urban scene in order to deny the right to the city for all. Throughout multiple and heterogeneous street interventions, collective civic behavior was psychoanalyzed and put under stress test. In a shameless country proud of its own racism, marginalized communities are in a constant struggle to overcome stigmas. As reality is socially manipulated according to the needs of those who control the symbolical power, cognitive subversion is required.

Time for pride.

Time for Pink.

 

La soglia è il luogo di un possibile incontro perturbante. Come la psiche, anche la società si arma per difendersi tramite meccanismi di protezione, rimuovendo ciò che genera disagio.

La psicosi collettiva del decoro urbano neutralizza tutti gli elementi che rischiano di aprire una soglia problematica.

Prescindendo da giudizi etico-morali, proponiamo di osservare la realtà alla ricerca dell’interstizio problematico e dare senso all’incoerenza. Studiamo le varie fasi dei processi di rimozione urbana individuando oggetti generatori di una soglia, espressione del conflitto.

Analizziamo tre oggetti scelti tra altri a rischio di rimozione, proponendoci di forzarne l’uso attraverso pratiche di contro-rimozione. Obiettivo dell’azione è di stressare il sistema nervoso dell’opinione pubblica attraverso operazioni coscientemente perturbanti, che puntino a far riaffiorare conflitti sopiti, rimossi o in fase di rimozione. 

 

Il progetto è parte di una ricerca in corso che esplora la rimozione politica di quelle soglie sociali che permettono un incontro interclasse. Il marginale, l’eccezionale e ogni espressione di non integrazione può accadere finché vengono mantenute queste soglie. Come in psicologia, la rimozione caratterizza ogni forma di pulizia urbana mirata ad eliminare i già pochi luoghi di interazione rimasti con gli emarginati dalla città. Cassonetti, urinatoi, semafori, cabine telefoniche e simili condividono l’incubo di essere rimossi dalla scena urbana per negare il diritto alla città per tutti. Attraverso interventi multipli ed eterogenei nello spazio pubblico, il comportamento civico collettivo è stato psicanalizzato e sottoposto a stress test. In un paese senza vergogna, orgoglioso del proprio razzismo, le comunità marginali sono in lotta costante per superare lo stigma. Se la realtà è manipolata socialmente per le necessità di coloro che controllano il poetere simbolico, è necessaria la sovversione cognitiva.

Tempo di orgoglio. Tempo Rosa.

 

 

Nuovo Cinema Palazzo

Piazza Santa Maria Liberatrice, Roma

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